Accolte le ragioni di GTI, il Lazio revoca il provvedimento discrimina-guide

Marcia indietro alla Regione Lazio sulle guide turistiche e stop alle illegittime barriere di esercizio dell’attività. Anche qui, ora, tutte le guide turistiche italiane possono continuare a svolgere regolarmente la loro professione a norma di legge, senza più rischi di esclusione per nessuno. L’intervento della vicepresidente di GTI – Guide turistiche italiane all’audizione di giovedì pomeriggio è risultata in tal senso risolutiva. Claudia Sonego ha evidenziato ai membri della Commissione V (competente in materia di Turismo) l’inconciliabilità della norma restrittiva – recentemente approvata dal Consiglio Regionale e pubblicata sul BURL n. 86 – rispetto al quadro normativo in vigore, che coerentemente riflette le disposizioni europee. La legge 97/2013 art. 3, infatti, stabilisce come l’abilitazione abbia valore nazionale e le guide possano fornire prestazioni professionali in tutto il territorio italiano (e in ambito UE), senza vincoli regionali: proprio quelli che il Consiglio regionale intendeva surrettiziamente introdurre nel Lazio, limitando la possibilità di esercizio alle guide “patentate” in regione, con evidente discriminazione e danno per tutte le altre guide italiane a cui la legge, al contrario, riconosce quello stesso diritto.
La puntuale esposizione del quadro normativo generale e la precisa rendicontazione degli atti seguenti, fatta di segnalazioni, pareri, ricorsi e controricorsi, con l’accoglimento già in passato – peraltro proprio da parte del TAR del Lazio – dell’opposizione di GTI, ha reso evidente a tutti il fatto che l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale (e comunitario), senza limiti regionali. Ha inoltre posto in chiara luce come questo principio non possa per alcun motivo venire intaccato dall’istituzione di un doppio canale abilitativo – che deve restare uno e uno soltanto -, nonostante i siti speciali siano previsti dalle norme.

“La richiesta di audizione – aveva spiegato Sonego introducendo le sue argomentazioni e segnalando lo sconfinamento di competenze effettuato dal Consiglio regionale – si fonda sul chiaro disposto dell’articolo 3 della legge 97/2013 che indica il valore nazionale dell’abilitazione rilasciata alle guide e prevede che eventuali deroghe – limitate ai siti cosiddetti speciali e individuati dal ministero competente “sentite le regioni” – debbano essere concertate, appunto, in maniera congiunta fra lo Stato e la conferenza delle Regioni. Sulla base di tale assunto è evidente come la decisione unilaterale del Consiglio Regionale del Lazio risulti illegittima e se non verrà revocata ci costringerà a ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa; non si può andare in contrasto né con la normativa nazionale né con quella comunitaria”.
Ma i consiglieri hanno prontamente recepito l’obiezione, impegnandosi a riesaminare il contestato provvedimento e a correggere il tiro. Così la legalità sarà garantita. GTI ha accolto con soddisfazione il pronunciamento della commissione regionale referente a non differenziarsi dalle altre regioni ma a procedere in base alla propria potestà legislativa, senza sconfinare. Con l’occasione, ha rilanciato chiedendo una stretta collaborazione fra le Regioni e il Ministero del Turismo al fine di affrontare e avviare a soluzione i tanti altri nodi con il quale il settore deve quotidianamente misurarsi.
Oltre a GTI hanno portato la loro voce anche FederAgit, da sempre contraria all’applicazione della normativa in vigore e al ripristino della piena validità della normativa nazionale, ora riconosciuta invece anche dalla Regione Lazio e di Confguide, allineata alla posizione espressa da GTI.

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