Il Museo archeologico di Napoli infrange la legge sulle guide turistiche

In fatto di guide turistiche il Museo archeologico di Napoli vìola la legge. Nel regolamento interno denominato “Postazione guide turistiche campane”, adottato dal Mann per disciplinare l’attività svolta dalle guide, ai punti 2 e 3 si introducono elementi discriminanti, e che oltretutto risultano in contrasto con la legge nazionale di settore. In particolare, al punto 2 è scritto che “la postazione permanente raccoglie quotidianamente le richieste del servizio di guida da parte dei visitatori e provvede, in funzione delle richieste, all’organizzazione delle Guide turistiche della Regione Campania iscritte alla postazione stessa”; e al punto 3 si precisa che “l’iscrizione alla postazione è aperta a tutte le guide turistiche abilitate dalla Regione Campania, le quali, al fine di garantire sicurezza e trasparenza al fruitore del servizio nonché di essere facilmente riconoscibili, dovranno essere identificabili attraverso il documento di identificazione rilasciato dalla Regione Campania recante il nominativo, il numero identificativo e gli estremi della licenza, nonché attraverso un apposito badge”.

Vale la pena ricordare come dal 2013 sia in vigore in Italia una legge che, in recepimento di disposizioni europee valide per tutti i paesi dell’Unione, introduce la figura di “guida turistica nazionale”. Risulta quindi discriminatorio e contro la legge definire accordi fra un ente pubblico e una associazione di guide turistiche – rigorosamente con abilitazione della Campania – perché questo contrasta con il principio della libera concorrenza e il diritto a svolgere il proprio lavoro che deve essere riconosciuto a ogni professionista, a prescindere dalla Regione o dalla Provincia che gli ha rilasciato l’abilitazione, poiché – lo ribadiamo – dal 2013 tale titolo ha valore nazionale. “Non si possono fare accordi diretti con privati, favorendo un gruppo a scapito di un altro, poiché il soggetto affidatario in questione è un ente pubblico che viene meno ai necessari criteri di trasparenza e accessibilità totale alle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni.

“Di per sé, l’idea di creare una postazione di guide turistiche abilitate per favorire l’incontro fra domanda e offerta, valorizzare al meglio i siti museali e le aree archeologiche e combattere l’abusivismo sarebbe lodevole; ma appare del tutto inspiegabile l’assegnazione diretta e senza bando pubblico – per giunta, in una sede pubblica come il Mann e da parte di una pubblica amministrazione statale – ad una specifica associazione composta esclusivamente da guide abilitate in Regione Campania”, afferma Simone Franci, presidente dell’associazione GTI – Guide Turistiche Italiane, che commenta: “E’ sconcertante il fatto che un soggetto statale non rispetti la legge e non tenga conto delle sentenze in materia che hanno tassativamente eliminato il principio di territorialità. Non è possibile compromettere, in maniera del tutto irragionevole, il libero esercizio delle guide turistiche, poiché oltretutto non sussistono ragioni di interesse pubblico”.
Ciononostante, chi entra al museo archeologico nazionale di Napoli, così come a Paestum o a Pompei, vede solo un presidio di guide con abilitazione della Campania che godono del privilegio di un’esclusiva che – pur senza alcun titolo che giustifichi tale situazione – le pone in una posizione dominante, di totale controllo del settore. “E’ una situazione che va affrontata e risolta”, conclude Franci.

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