incontro al Quirinale, report

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RELAZIONE SULL’INCONTRO AVVENUTO AL QUIRINALE
il giorno venerdì 19 giugno 2015, con il consigliere Daniele Cabras, Direttore dell’ufficio di Segreteria Generale ed il Dott. Alfredo Guarra, Capo del Servizio Intendenza, avente ad oggetto le nuove modalità di apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale.
Presenti le associazioni di categoria GTI, AGTAR, Confguide e Federagit (Angt con delega).

Avuta conferma che la nostra lettera (a firma congiunta di GTI e AGTAR) era stata letta, quella relativa alla richiesta urgente di incontro e di accesso agli atti, i nostri interlocutori ci hanno spiegato i motivi che li hanno spinti a organizzare, dal 23 giugno, una nuova modalità di accesso al Palazzo del Quirinale.
In sintesi:
– l’estensione dei giorni di apertura del Palazzo a cinque giorni la settimana ha carattere prettamente istituzionale, l’obiettivo primario è di far avvicinare dunque gli italiani con l’Istituzione Quirinale sulla linea avviata tempo addietro dal Presidente Ciampi (il che equivale ad offrire prevalentemente contenuti di educazione civica e non tanto di carattere storico artistico; questi ultimi, dicono, verranno offerti tramite materiale video e pannellistica esplicativa);
– si vuole aprire un’altra parte del palazzo per consentire di apprezzare altre sue sezioni e di visitare un allestimento permanente con documenti e fotografie dedicato alla storia della Presidenza della Repubblica;
– ci sono dei problemi pratici-organizzativi da affrontare ovvero la sicurezza – poiché si accederà anche in giorni feriali in zone interessate anche dagli uffici, quando si dovranno perciò contemplare anche altre esigenze –, la prenotazione obbligatoria – servirà inoltrare formale richiesta allegando elenco contenente i dati personali che dovranno essere verificati – ed il contingentamento – ogni 20 minuti potrà partire un gruppo di massimo 30 persone e in ogni sala sarà consentita la presenza di un solo gruppo alla volta evitando l’affollamento delle sale;
– i due percorsi proposti saranno esclusivamente accompagnati da volontari del TCI – studenti dell’Università in tirocinio curriculare per ottenere crediti formativi -,
– l’attività avrà carattere sperimentale con una prima verifica ad agosto per riprendere a settembre;
– punto fondamentale per loro è che questa proposta sia organizzata, qualificata e gratuita perché gli oneri (di un certo peso) vengono assunti dalla Pubblica Amministrazione (e anche quando si propone per l’itinerario di due ore il pagamento di euro 10,00 questo è da intendersi non tanto come un biglietto quanto come un contributo alle spese di carattere organizzativo, una sorta di “attribuzione di valore” alla visita stessa);
– Codess Coopculture è un soggetto che è titolato a stare al Quirinale in quanto in possesso di risorse tecniche che saranno via via trasferite al personale del palazzo che, dal mese di gennaio, sarà perfettamente in grado di gestire in autonomia la prenotazione delle richieste di visita senza la presenza della società privata incaricata direttamente senza un bando di gara pubblico la cui collaborazione cesserà entro sei mesi dall’avvio delle nuove modalità di visita.
Ribadiscono che il Palazzo del Quirinale è sede di un organo costituzionale e che è sottratto perciò alla fruizione “normale” di un qualsiasi altro luogo pubblico. Non è mai stato museo né mai lo diventerà. Per questo motivo:
– non hanno risposto apertamente sul perché non è stata indetta la gara, come abbiamo indicato nella richiesta di accesso agli atti;
– nemmeno hanno dichiarato apertamente perché le guide turistiche che da anni hanno potuto svolgere regolarmente il proprio lavoro da liberi professionisti (sia con gruppi di agenzie, che propri, che in collaborazione di associazioni culturali) sono state estromesse senza alcuna possibilità di essere coinvolte;
– ciò che è prevalso è la sottolineatura della totale autonomia del Quirinale fatto che, a loro giudizio, implica senza alcun dubbio che si possono organizzare a proprio piacimento.

Se da un lato non è loro intenzione far torto a nessuno né ledere la professionalità delle guide turistiche, dall’altro hanno detto a noi di GTI e AGTAR in particolare che non sussiste alcuna lesione di diritti come noi abbiamo accuratamente fatto osservare (stante sempre la questione della particolarità del palazzo).
Quando è toccato a noi prendere la parola abbiamo a varie voci ribadito la nostra perplessità, il rammarico e la delusione per averci messo fuori dalla porta senza nemmeno essere stati preventivamente ascoltati. È stato sottolineato che, oltre che ad essere abilitate alla professione dalla legge, siamo abituate tutte a lavorare in luoghi “particolari” e con esigenze diversificate, con paletti di orario e di contingentamento del numero dei visitatori quando necessario. Che capivamo le loro preoccupazioni ma non altrettanto i motivi di esclusione. Probabilmente a loro sfugge in quali contesti si trova abitualmente ad operare una guida turistica (sono stati citati un paio di esempi piuttosto significativi per condizioni speciali, quali Galleria Borghese e Musei Vaticani) ed anche il fatto che le guide qualificate in grado di spiegare il Quirinale, sia in italiano che nelle lingue straniere, nei tempi e nei modi indicati dalla Segreteria Generale (con eventuale corso di formazione integrativo – accredito speciale) non mancano affatto ed, anzi, possono essere una grande risorsa per la valorizzazione del Palazzo stesso. Noi guide riteniamo che dedicare solo ed esclusivamente attenzione agli aspetti istituzionali del Quirinale – pur importanti – a scapito di quelli storico-artistico-architettonici, di altrettanta importanza, sia poco opportuno e non permette un corretto approccio né una giusta promozione del valore del patrimonio culturale del Quirinale. Non solo perché viene meno il diritto del visitatore di poter scegliere il tipo di visita da effettuare qualora voglia saperne di più su questi temi – e per un migliore godimento del sito – ma, a dirla tutta, anche perché anni or sono è stata intrapresa una lunga campagna di restauro e di valorizzazione del suo notevole patrimonio artistico che ha portato al riallestimento delle sale, al restauro completo delle facciate, alla pubblicazione di volumi suddivisi per argomenti.

GTI, naturalmente in piena sintonia con quanto precedentemente espresso, particolarmente dalla collega di AGTAR, non solo ha ribadito che vige il principio della libera circolazione e della prestazione dei servizi professionali, secondo quanto stabilito dal diritto comunitario, e che si corre il serio rischio che oltre alle guide di Roma e d’Italia anche le guide turistiche provenienti da altri paesi UE possano utilizzare lo strumento del ricorso contro questo provvedimento di esclusione, vedendo una manifesta lesione dei propri diritti di poter liberamente offrire e svolgere i propri servizi professionali.
GTI ha sottolineato che pur apprezzando gli sforzi di rendere maggiormente accessibile il Quirinale, anche con l’uso di volontari, ritiene che dal Quirinale stesso, in caso di mancata considerazione dei diritti succitati, verrebbe lanciato inequivocabilmente un segnale negativo e foriero di pesanti conseguenze per la nostra professione, con possibili ed ulteriori esclusioni delle guide turistiche da altri luoghi di forte vocazione storico-artistica appartenenti al nostro patrimonio culturale sia privati ma, soprattutto, pubblici. Avallare l’esclusione delle guide turistiche al Quirinale – peraltro già operanti al palazzo per numerosi anni con competenza ed elevata professionalità derivante non solo dal possesso di adeguati titoli di studio (lauree specifiche) ma dall’esperienza acquisita anche in altri siti di carattere speciale – è assai preoccupante.
Ciò che avremmo gradito, e gradiremmo, è una stretta alleanza con una categoria professionale in grado di promuovere e dare valore al patrimonio culturale dell’Italia. Per questo abbiamo chiesto che si possa costituire al più presto un tavolo di confronto, presenti le guide turistiche, per un riesame delle modalità di accesso al Quirinale. E che venga concesso alle guide di poter spiegare come è loro diritto, riservando naturalmente dei turni d’ingresso gratuiti ai cittadini che vogliano visitare il palazzo senza oneri e, nel contempo, prevedendo dei turni d’ingresso differenziati per coloro i quali desiderino avvalersi della spiegazione di una guida professionista.
L’incontro si è concluso con la possibilità di un futuro incontro dopo una valutazione della nostra richiesta e delle nostre osservazioni. Fermo restando che ora partiranno con il sistema che hanno individuato.

GTI (insieme ad AGTAR) naturalmente è in attesa di formale risposta – entro 30 giorni – alla richiesta di accesso agli atti inviata il 12 giugno 2015. Dopo di che valuterà, assistita dal proprio legale avvocato Gianluca Rossoni, come procedere.

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