Sonego (GTI) alla Nuova Venezia: “Le guide fai-da-te intascano i soldi e ledono la professionalità di tutti”

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Ecco il testo integrale dell’ottima intervista alla nostra vicepresidente Claudia Sonego, realizzata da Manuela Pivato della Nuova Venezia, pubblicata oggi nella pagina di apertura della cronaca del quotidiano lagunare, con ampio ed evidente richiamo in prima

Claudia Sonego (Guide turistiche italiane): «Non pagano le tasse e fanno concorrenza sleale, pochi sono competenti»
«Campi paralizzati da guide improvvisate: è la deriva dei free tour senza controllo»

di Manuela Pivato

Tour gratuiti con guide improvvisate, capigruppo che s’inventano esperti di Serenissima, comitive sempre più numerose, anche di sessanta persone, intruppate negli stessi luoghi e alla stessa ora. Il turismo di massa sta aggredendo anche il mestiere di guida turistica, che un tempo deteneva i saperi della città e oggi si ritrova a doversi difendere dalla miriade di figure ambigue, come gli accompagnatori di turisti che stanno a Venezia poche ore, o i capigruppo di visitatori orientali, che arrivano direttamente dalla Cina o dalla Corea tenuti per mano da qualcuno che paga gli alberghi, compra i biglietti dei musei e, dato che c’è, illustra anche la storia di Piazza San Marco. Ma è soprattutto contro il free tour che le guide autorizzate si ritrovano a combattere oggi ad armi spuntate.

Sui social
Le 400 guide oggi attive sul territorio – di cui circa 200 con patentino veneziano, un altro centinaio che fanno capo a GTI, Guide turistiche italiane, altre con patentino di fuori provincia o di fuori regione – da qualche stagione a questa parte subiscono la concorrenza sempre più aggressiva dei tour gratuiti, ovvero organizzati da chi (via internet, sui social o autopromuovendosi con manifesti per strada) offre giri gratuiti della città. Il guadagno, che può raggiungere i 300 euro a itinerario, arriva con la mancia. Quasi nessuno rifiuta cinque euro a un ragazzo che ha pedalato e spiegato le bellezze della città per due ore sotto il sole. E così, come spiega la vicepresidente di Guide turistiche italiane Claudia Sonego, queste “guide” fai-da-te «intascano i soldi, non pagano le tasse e ledono la professionalità di tutti perché molto spesso si tratta di persone ignoranti, che magari parlano una lingua ma sanno poco della città.

Calli intasate
Del resto, chi si affida a un giro gratuito, difficilmente pretende di sapere con esattezza questa o quell’altra cosa». Oltre a questo fenomeno, sempre più diffuso, la crescita esorbitante di turisti ha comportato anche l’aumento del numero dei gruppi e, soprattutto, dei partecipanti a ogni singolo gruppo, con punte da sessanta persone per volta, spesso senza la radio. Sono quelli che paralizzano il campiello del Teatro Goldoni quando, da San Marco, devono raggiungere il ponte di Rialto e sostano nel campo per una pausa. O quelli che bloccano la viabilità tra campo della Fava e San Bartolomeo. O anche quelli che si vedono vagare in campo San Polo, in cerca di un filo d’ombra e di una fontana alla quale riempire la bottiglietta d’acqua.

Gruppi ingestibili
«Il numero dei gruppi è esagerato, sono fatti mediamente da 40-50 persone, e sono diventati ingestibili nelle calli veneziane» spiega ancora Claudia Sonego «intasano la città e gli interni di Palazzo Ducale, della Basilica». E fanno felici molte guide perché oltre al compenso considerato “base”, cioè i 70 euro all’ora, dopo la trentesima persona si aggiungono altri 4-5 euro per ciascun partecipante. «A tutto questo si aggiunge anche la consuetudine degli orari fissi dei tour “di piazza” che partono sempre agli stessi orari, e cioè alle 9, alle 11 e alle 13» dice ancora la vicepresidente di GTI «con relativa invasione dell’area marciana. L’assembramento di persone è causa di caos e crea confusione. Ci si accalca negli stessi luoghi e agli stessi orari. Inoltre a Venezia manca l’organizzazione. Il turista che arriva da solo non capisce come si può muovere in città. Mancano i punti d’informazione ai terminal. Il trasporto è un incubo e i turisti non capiscono quali linea prendere. Così i residenti, stufi, talvolta intervengono per fermare un gruppo».
È accaduto qualche giorno fa dietro campo San Luca, dove una guida è stata presa a male parole da un veneziano che, di fronte a un muro di trenta-quaranta persone, non riusciva a passare. A tutto questo si aggiunge il grande business del mercato orientale: cinesi e coreani che arrivano con la guida direttamente da casa, quasi mai pagata dall’agenzia, ma grazie ai servizi accessori che riesce a vendere: trasporti, ristoranti, shopping, in un’orgia turistica prossima al delirio.

Quante sono
Le guide sono circa 400, ma non è facile avere un numero preciso perché, da settembre 2013, il patentino per l’abilitazione si prende a livello nazionale. Ci sono quindi sia le guide con il patentino preso a Venezia (l’ultima abilitazione nel 2012), sia quelle con il patentino preso in altre province del Veneto o d’Italia e poi utilizzate a Venezia.

Le tariffe
La tariffa base è di 70 euro all’ora per un tour di due o tre ore. Dopo la trentesima persona la guida ha diritto a 4,5 euro per ogni turista in più. Le tariffe delle guide veneziane sono tra le più alte d’Italia. Le guide abusive invece chiedono una mancia che parte da un minimo di cinque euro a persona.

Le zone
La maggior parte dei tour si concentra in Piazza San Marco e Palazzo Ducale. Ma negli ultimi tempi, le guide hanno iniziato a portare i gruppi anche per le calli “sconte” che usano i veneziani per evitare i turisti.

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